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 agenziaRSI redazione bilancio sociale, codice etico, certificazione 231
Certificazione etica, redazione bilancio sociale, consulenza D.Lgs. 231/2001 per Enti pubblici ed Aziende private.
(D.Lgs. 231 = Responsabilità amministrativa delle società, modelli di organizzazione, gestione e controllo)

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Responsabilità sociale d'impresa e servizi inerenti la certificazione ai sensi della legge 231/2001 = Responsabilità amministrativa delle società, modelli di organizzazione, gestione e controllo

Agenzia RSI è un gruppo di lavoro interno a Notari Ricerche di Notari Lorenzo (Partita iva: 02619070366). Ne fanno parte consulenti esperti a più livelli con qualifiche specifiche, in grado si seguire il Cliente attraverso tutte le fasi che vanno dall'erogazione di informazioni a carattere generale all'ottenimento della certificazione 231 o alla redazione di codici etici e bilanci sociali.

                                Cosa significa Responsabilità sociale d'impresa (Enti ed aziende private)                                  

Responsabilità sociale d'impresa: redazione bilancio sociale: vai al sito


Un'impresa può esser definita responsabile sotto il profilo economico, sociale e ambientale quando e nella misura in cui sceglie di includere nel quadro decisionale che presiede sia alle sue strategie societarie, sia alle pratiche di gestione di tutte le unità produttive da essa a qualsiasi titolo controllate, le norme, le clausole, i suggerimenti, i divieti, le raccomandazioni, gli obblighi, spesso di natura morale e non giuridica, contenuti negli accordi e nelle convenzioni internazionali richiamati dai suddetti documenti, ovvero le conseguenze della loro violazione od elusione, siano detti accordi e convenzioni formalmente recepiti o meno dalla legislazione in vigore nei paesi in cui le imprese hanno sede legale o in quelli dove esse operano mediante imprese sussidiarie, aziende controllate (quale che sia la base del controllo), o catene di fornitura e sub-fornitura. (Prof. L. Gallino)


I perché dell'azione d'impresa socialmente responsabile:


Certificazione etica e consulenza per redazione bilancio sociale, carta dei servizi, modello 231

                                                                                  I nostri servizi:                                                                               

AGENZIA R.S.I. crea percorsi personalizzati ed adeguati alla realtà di impresa fornendo gli strumenti per poter impostare nuove e responsabili scelte strategiche, diffondendo metodi di lavoro orientati alla ricerca permanente di miglioramento e alla continua ottimizzazione dei processi di lavoro.

AGENZIA R.S.I. aiuta l’impresa a rispondere dell’utilizzo delle risorse e dell’impatto ambientale e sociale (benessere/malessere) che direttamente o indirettamente produce con particolare attenzione alla:
  1.  Redazione del Bilancio Sociale

  2.  Redazione del Codice Etico

  3.  Analisi di applicabilità del Modello ex d.lgs. 231/01

AGENZIA R.S.I. promuove percorsi di formazione sulle tematiche della Responsabilità Sociale dell’Impresa e del Bilancio Sociale corredati da campagne di survey aziendali in grado di rafforzare nel dipendente la percezione di sé come membro attivo della comunità aziendale, in cui i contributi dei singoli costruiscono il valore di tutti.




                                                                            Documenti web:                                                                                 


1) Presentazione dello studio (ottobre 2009)
Governance e responsabilità sociale - Analisi sull’applicazione dei Codici Etici d’impresa in Italia
c/o Fondazione Unipolis Via Marconi, 1 - 40122 Bologna

Report di ricerca (reperibile sul sito www.fondazioneunipolis.org):

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Download .Pdf - 1Mb

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2) L’Associazione Italiana Internal Auditors (AIIA), in collaborazione con il
Gruppo di lavoro “Responsabilità Amministrativa delle persone giuridiche” di Confindustria,
ha realizzato una Indagine sull’adozione del modello organizzativo previsto dal D.Lgs. n. 231/2001 nelle società non quotate.

L’indagine, che è stata condotta nel 2007 su un campione di 88 società non quotate appartenenti a diversi settori produttivi,
ha avuto l’obiettivo di verificare in concreto gli aspetti operativi connessi all’adozione e all’attuazione del
modello organizzativo ex d.lgs. n. 231/2001 nell’ambito delle compagini non quotate, con particolare attenzione a:

  • caratteri generali del modello;
  • analisi per settore economico di riferimento;
  • caratteristiche dell’Organismo di Vigilanza;
  • ruolo dell’Internal Audit.
Testo dell'indagine (reperibile sul sito http://www.confindustria.it):

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3) Slide introduttive Agenzia 231 utilizzate nel corso di una presentazione presso un Ente
a partecipazione mista pubblico/privato nel 2008 (seguiranno altri materiali)

Ricerche di mercato e marketing corporate social responsibility

Download .Ppt - 400Kb

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4) Materiale inerente la ricerca sociale e di mercato in ambito RSI CSR
(Responsabilità sociale d'impresa o CSR Corporate social responsibility) sul sito: www.notari-ricerche.it

Ricerche di mercato e ricerche sociali: www.notari-ricerche.it


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5) Anteprima: nuovo standard di certificazione in ambito
RESPONSABILITà SOCIALE D'IMPRESA - CSR Corporate social responsibility

Future ISO 26000 standard on social responsibility published as
Draft International Standard

2009-October

The future International Standard ISO 26000, Guidance on social responsibility, has reached an important phase in its development with its publication as a Draft International Standard (DIS).

A five-month balloting period (from 14 September 2009 to 14 February 2010) has now begun during which the national member bodies of ISO will be able to vote and comment on the text. Participating liaison organizations can also comment. The comments will be discussed at the next meeting of the ISO Working Group on Social Responsibility (ISO/WG SR), which is developing ISO 26000, in May 2010. If the DIS vote is successful, the document, with eventual modifications, will then be circulated to the ISO members as a Final Draft International Standard (FDIS). If that vote is positive, ISO 26000 will then be published as an International Standard in late 2010.

ISO 26000 will provide harmonized, globally relevant guidance based on international consensus among expert representatives of the main stakeholder groups and so encourage the implementation of best practice in social responsibility worldwide.

The introduction to the draft standard includes the following key messages, stating that ISO 26000:

  • Provides guidance on the underlying principles of social responsibility, the core subjects and issues pertaining to social responsibility and on ways to integrate socially responsible behaviour into existing organizational strategies, systems, practices and processes
  • Is intended to be useful to all types of organizations in the private, public and non-profit sectors, whether large or small, and whether operating in developed or developing countries
  • Is not a management system standard. It is not intended or appropriate for certification purposes or regulatory or contractual use.
  • Is intended for use by those beginning to address social responsibility, as well as those more experienced with its implementation.

Ninety-one countries and 42 organizations with liaison status are participating in the ISO/WG SR under the joint leadership of the ISO members for Brazil (ABNT) and Sweden (SIS). Six main stakeholder groups are represented: industry; government; labour; consumers: nongovernmental organizations; service, support, research and others, as well as a geographical and gender-based balance of participants.

The guidance in ISO 26000 draws on best practice developed by existing public and private sector SR initiatives. It is consistent with and complements relevant declarations and conventions by the United Nations and its constituents, notably the International Labour Organization (ILO), with whom ISO has established a Memorandum of Understanding (MoU) to ensure consistency with ILO labour standards. ISO has also signed MoUs with the United Nations Global Compact Office (UNGCO) and with the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) to enhance their cooperation on the development of ISO 26000.

  • For more information on ISO 26000 and the ISO Working Group on Social Responsibility, see the dedicated Web site: www.iso.org/sr. This Web site includes documents giving the background to ISO’s SR initiative, documents and press releases on the progress of the work and how it is being carried out, the membership and structure of the WG SR, how to participate in the development of ISO 26000, a newsletter, development timeframe, FAQs, contacts and other information. Many are available in several languages.
  • Working documents including the DIS can be accessed at: www.iso.org/wgsr


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6) Cos'è la 231?

Responsabilità amministrativa delle società ex d. lgs. n. 231/2001

Il Modello va aggiornato al cambiar delle situazioni


 

 

La responsabilità amministrativa degli enti, con le sue sanzioni pecuniarie e interdittive, continua a minacciare le società, le quali, ormai dal 2001, possono essere chiamate a rispondere per determinati reati tassativamente elencati dal d. lgs. n. 231/2001, commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti che lavorano per le stesse.
 

La società, al fine di proteggersi da eventuali condotte illecite da parte dei suoi dipendenti e manager, può adottare un personale Modello per organizzare, gestire e controllare la propria attività. Il Modello, sostanzialmente, disciplina i processi decisionali, operativi e di controllo utilizzati o da utilizzare dal personale della società, al fine anche di regolarizzarli, averne traccia e segregare le attività, suddividendole tra i vari soggetti in base alle competenze e attribuzioni degli stessi. Il Modello è uno strumento organizzativo dedicato, nel senso che disciplina soprattutto - e a volte esclusivamente - le aree aziendali e i processi nei quali possono essere potenzialmente commessi i reati elencati dal Decreto. Si sottolinea come il catalogo di detti reati presupposto, di recente, abbia subito molti ampliamenti, da ultimo l'introduzione dei delitti di criminalità organizzata (l. 94/2009), dei delitti contro l'industria e il commercio e in materia di violazione del diritto di autore (l. 99/2009) ed anche del delitto di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (l. 116/2009). Inoltre, in cantiere vi è anche l'estensione della responsabilità amministrativa ad altre aree del diritto, tra cui, quella dei reati ambientali, prevista entro la fine del 2010.


L'adozione del Modello, strumento suggerito dal Decreto, costituisce per la società un momento di ricognizione degli strumenti di organizzazione, gestione e controllo già adottati ed attuati al suo interno (procedure, prassi, sistemi di gestione), di studio ed esame critico degli stessi e può portare ad un'eventuale fase di revisione e restyling degli strumenti già esistenti, finalizzandoli anche agli intenti del Decreto.

Per le realtà societarie già avviate, funzionanti e munite di propri strumenti gestori, organizzativi e di controllo, il Modello può infatti essere una sorta di assembramento intelligente, ragionato e finalizzato dei materiali già presenti. In caso contrario, ossia se la società non è munita affatto di detti strumenti o li stessi sono reputati non validi, occorre creare ex novo un Modello di organizzazione, gestione e controllo, dopo aver comunque studiato la realtà dell'ente, il suo oggetto sociale, i suoi settori potenzialmente a rischio di commissione dei reati, il territorio in cui lo stesso opera.
 

Una volta adottato il Modello, la società, oltre ad applicarlo ed efficacemente attuarlo, al fine di non vanificarne gli effetti e rinunciare involontariamente alle agevolazioni che lo stesso può dare sia ai fini organizzativi che di potenziale protezione da responsabilità amministrativa, deve anche occuparsi del suo costante aggiornamento. Infatti, il Modello può essere definito, non come un documento societario da archiviare ed esibire all'occorrenza (si spera mai!), bensì come uno strumento da utilizzare, con più o meno consapevolezza, ogni giorno, dinamico, in continua evoluzione, che deve essere tempestivamente modificato e adeguato ogni volta vi siano dei cambiamenti rilevanti, oggettivi o soggettivi per l'ente e, comunque, ogni volta che se ne ravvisi la necessità. In particolare, costituiscono spinte verso un aggiornamento del Modello le seguenti ipotesi:


- mutamenti nella realtà organizzativa della società, come l'assunzione di nuovi manager, il cambio nella partizione delle competenze e delle attribuzioni;

- mutamenti nella realtà istituzionale della società, ad esempio con il mutamento del sistema di amministrazione e controllo;

- mutamenti nell'attività societaria o nei luoghi in cui l’ente opera;

- mutamenti normativi e, in particolare l'introduzione di nuove fattispecie di reati presupposto.


Ovviamente prima di procedere con l'aggiornamento del Modello organizzativo, l'ente dovrà valutare come necessaria detta operazione, al fine di migliorare la propria organizzazione e rendere valido il proprio strumento di protezione dalla commissione di reati presupposto potenzialmente configurabili nella propria realtà. Non ogni innovazione o mutamento nella società o normativo costituisce un automatismo per l'ammodernamento del Modello: sarà necessario, ancora una volta, uno studio del rischio che l'ente incorra in responsabilità alla luce delle innovazioni presentatesi e, solo ove detto rischio risulti elevato, plausibile o comunque non irrilevante, bisognerà procedere con l'aggiornamento dello strumento protettivo. In caso contrario, si rischia di avere uno strumento inidoneo al fine per il quale era stato creato. Ad esempio, nel caso di inserimento di nuovi reati presupposto nel catalogno del Decreto, come di recente accaduto, non ogni nuovo illecito deve spingere l'ente alla corsa all'aggiornamento del Modello, ma solo quei reati che rappresentano per la società un fattore di rischio per il verificarsi del misfatto all'interno della propria realtà. In particolare, ancora richiamando le ultime innovazioni legislative, sarà consigliato a società operanti nell'editoria o nel commercio di materiali audio-visivi o anche nell'IT il tempestivo adeguamento del Modello, inserendo nello stesso parti dedicate relative alla protezione dai reati contro il diritto di autore, o ad esempio si consiglierà a società che lavorano nei settori degli appalti e contratti pubblici di disciplinare e meglio governare le aree e i processi che astrattamente rappresentano terreno fertile per i reati di criminalità organizzata. Si noti, poi, come il volersi proteggere dalla commissione al proprio interno di determinati reati indicati dal Decreto non significa che la società è dedita o nasce per realizzare quei determinati illeciti, ma che, semplicemente, lo studio della sua realtà, attività, dimensione, raggio operativo, analisi storica, rendono astrattamente configurabili dei reati presupposto piuttosto che altri. Il Modello organizzativo, serve infatti a organizzare, gestire e controllare le fasi e i processi lavorativi, nonché i soggetti che li realizzano, in modo anche da riuscire ad isolare facilmente le eventuali schegge impazzite che con le loro condotte illecite rischiano di far rispondere anche l'ente stesso.


Gli aggiornamenti del Modello sono deliberati dall'organo dirigente, organo competente e responsabile dell'adozione e dell'attuazione dello strumento organizzativo, anche su impulso dell'organismo di vigilanza, che è proprio il controllore del Modello e dell'applicazione efficace dei suoi contenuti all'interno della società, la cui nomina è richiesta dal Decreto quale co-fattore per ottenere l'esonero dalla responsabilità amministrativa (l'altro fattore cui si fa riferimento è proprio l’adozione del Modello organizzativo). L’organismo di vigilanza dovrà pertanto assicurare un adeguato e costante monitoraggio delle situazioni esterne o interne alla società, proponendo all’occorrenza le opportune integrazioni e modifiche del Modello, sì da assicurare costantemente l’adeguatezza dello strumento organizzativo ai fini per i quali lo stesso è stato creato e sviluppato dalla società: migliorarsi e proteggersi.

A cura della dott.ssa R.M. Giulia Sabato




                                                                                     Contatti:                                                                                     


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Nota: il presente sito è attualmente in fase di implementazione. Alcune sezioni potrebbero non funzionare ed alcune informazioni potrebbero non essere corrette. Nel caso, potete avvisarci ai recapiti indicati. (Bologna, ottobre 2009)


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